Impronte, riflessi, tempo dedicato alla pulizia: la superficie del piano cottura influisce sull'aspetto quotidiano della cucina. Un confronto conviene, meglio ancora con la mano sul vetro.
Nella nostra esposizione succede quasi ogni volta: qualcuno appoggia la mano su un piano cottura, la ritira e guarda cosa rimane. Sulla vetroceramica lucida resta un'impronta, sulla superficie opaca di solito niente. Questo piccolo test dice molto su come apparirà il piano cottura dopo anni di uso quotidiano. Per questo, nella progettazione della cucina, parliamo della superficie fin dall'inizio e non solo alla fine, quando si scelgono gli elettrodomestici.
Come si riconosce la differenza
Il piano cottura lucido è il classico: vetro nero profondo, superficie riflettente, bordi netti. Sembra uno specchio scuro inserito nel piano di lavoro e si abbina bene a cucine con frontali lisci. La variante opaca ha una superficie finemente strutturata. Assorbe i riflessi, appare più discreta e al tatto è diversa, più vellutata che liscia. La tecnologia sottostante è indipendente da tutto questo: l'induzione funziona allo stesso modo in entrambe le versioni.
Impronte e pulizia nella vita di tutti i giorni
La differenza si nota meno mentre si cucina e più dopo. Sul vetro lucido impronte, gocce d'acqua e aloni si vedono subito, soprattutto in controluce dalla finestra. Chi vuole una superficie impeccabile deve passare il panno più spesso. Le superfici opache sono più indulgenti: le impronte si notano appena, e lo stesso vale per gli aloni dopo la pulizia. Questo le rende più facili da gestire nel quotidiano. In linea di massima per entrambe vale la stessa regola: panno umido per l'uso quotidiano, raschietto per vetro in caso di residui bruciati. Solo che con il piano opaco l'esigenza estetica tra una pulizia e l'altra è nettamente minore.
- Lucido: superficie netta e riflettente, ma mostra ogni impronta
- Opaco: superficie discreta, nasconde impronte e aloni
- Entrambi: stessa tecnologia di cottura, stessa pulizia di base con panno e raschietto per vetro
Cosa si abbina al resto della cucina
La scelta dipende anche dall'ambiente circostante. Con un frontale opaco e un piano di lavoro dalla superficie sobria, un piano cottura opaco si inserisce in modo quasi invisibile e l'insieme sembra un pezzo unico. Un piano lucido crea invece un contrasto voluto, per esempio in una cucina con frontali in legno. Nella nostra progettazione 3D inseriamo entrambe le varianti nel progetto e osserviamo come dialogano con frontale, piano di lavoro e luce. Così, prima dell'ordine, si vede l'effetto dell'insieme nello spazio e non solo il singolo apparecchio a catalogo.
Toccare invece di soppesare: il confronto in esposizione
Sullo schermo i piani cottura opachi e lucidi sembrano più simili di quanto siano in realtà. Nella nostra esposizione a Rio di Pusteria le due varianti si trovano una accanto all'altra. Può passarci sopra la mano, fare il test dell'impronta e confrontare le superfici sotto la luce reale. Non serve un appuntamento, venga semplicemente a trovarci: dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12 e dalle 14 alle 18, il sabato dalle 8.30 alle 12, in via Val Pusteria 30 a Rio di Pusteria. Attualmente abbiamo inoltre in offerta il piano cottura Bora M Pure (versione 2023): 2.500 € invece di 3.648 €, fino a esaurimento scorte. Se ha domande in anticipo, ci trova al numero +39 0472 849522 o via e-mail all'indirizzo info@moebel-rogen.it.